Insufficienza Venosa
Che cos’è l’insufficienza venosa?
L’insufficienza venosa è una condizione in cui le vene fanno defluire il sangue verso i piedi al posto di riportarlo verso il cuore. Normalmente, le vene delle gambe contengono valvole che impediscono al sangue di rifluire verso il basso. Quando queste valvole non funzionano correttamente o le pareti venose sono indebolite, il sangue può accumularsi nelle gambe, causando una serie di sintomi e problemi di salute. Questa condizione è abbastanza comune ed è spesso legata a familiarità, sesso femminile, abitudini di vita o malattie pregresse.
La manifestazione clinica dell’insufficienza venosa è caratterizzata dalle varici o vene varicose. In questo caso il sangue ristagna nei gavoccioli varicosi che si gonfiano per la pressione idrostatica sovrastante.

Sintomi della Insufficienza Venosa
I sintomi dell’insufficienza venosa, generalmente asintomatica e caratterizata da varici (Stadio CEAP C2), possono eventualmente variare in base alla gravità della condizione, ma i più comuni includono:
- Prurito o irritazione della pelle sulle gambe
- Gonfiore alle gambe o alle caviglie, soprattutto alla fine della giornata (stadio CEAP C3S)
- Sensazione di pesantezza o stanchezza alle gambe
- Dolore o crampi muscolari
- Vene varicose: vene del sotto cute che divengono visibilmente gonfie ed in rilievo sul piano cutaneo, spesso contorte e tese. Si sgonfiano elevando gli arti sopra il cuore (St CEAP C2S).
- Alterazioni della pelle, come cambiamenti nel colore o nella consistenza, con possibile comparsa di macchie scure (Stadio CEAP C4S) o di eczema da stasi e dermatiti.
- Ulcere venose: ferite che si formano generalmente nella parte inferiore delle gambe, e che faticano a guarire (Stadio CEAP C5-6).
- Trombosi venosa: il sangue quando rallenta troppo o si ferma naturalmente coagula, questo può accadere nelle varici degli arti inferiori dando luogo alla cosiddetta flebite o meglio varicotromboflebite. Questo è il principale motivo “medico” per cui in caso di varici si consiglia il trattamento chirurgico.
- Varicorragia: emorragia da rottura della cute sulla vena varicosa con sanguinamento
Cause e Fattori di Rischio
L’insufficienza venosa può essere causata da diversi fattori, tra cui:
- Stile di vita sedentario: la mancanza di attività fisica può influire sulla circolazione, anche se un’attività fisica troppo intensa come la pesistica può al contrario favorire l’insorgenza di varici.
- Età: con l’avanzare dell’età, le vene possono perdere elasticità, aumentando il rischio di insufficienza venosa.
- Sovrappeso o obesità: il peso extra può ridurre la portata di sangue verso il cuore delle grosse vene addominali favorendo il ristagno e quindi lo sviluppo di un’insufficienza venosa secondaria.
- Gravidanza: i cambiamenti ormonali e l’aumento di peso durante la gravidanza possono provocare vene varicose sia a carico delle gambe che dell’apparato genitale con varicocele pelvico e varici vulvari.
- Lunghe ore in piedi o seduti: stare a lungo in piedi o seduti può ostacolare il ritorno del sangue al cuore, anche la professione dei cuochi che stanno in piedi di fronte a fuochi o forni è portata allo sviluppo di varicosità
Diagnosi
La diagnosi di insufficienza venosa viene effettuata principalmente attraverso:
- Esame fisico: osservazione diretta delle gambe e delle vene, insieme alla raccolta della storia clinica del paziente.
- Eco color Doppler venoso (ECD): esame non invasivo che permette di visualizzare il flusso di sangue nelle vene e valutare il funzionamento delle valvole, viene svolto in piedi (ortostatismo) per lo studio dei flussi e dei reflussi. Nella posizione sdraiata (clinostatica) per lo studio di eventuali trombosi venose.
Trattamenti per l’Insufficienza Venosa
Esistono diverse opzioni per il trattamento delle varici, che vanno da approcci conservativi a procedure minimamente invasive o chirurgiche. La scelta del trattamento dell’insufficienza venosa varia a seconda della gravità della condizione. Le opzioni possono includere:
Modifiche dello Stile di Vita
Per le forme lievi o moderate, migliorare le abitudini quotidiane può aiutare a controllare i sintomi:
- Esercizio fisico regolare: camminare o praticare attività che stimolano il movimento delle gambe può migliorare la circolazione.
- Perdere peso: ridurre il peso corporeo può diminuire la pressione sulle vene.
- Sollevare le gambe: tenere le gambe sollevate quando possibile per favorire il ritorno venoso.
- Evitare lunghi periodi in piedi o seduti.
Calze elastiche
Il cardine della terapia dell’insufficienza venosa è l’adozione di calze elastiche. Le calze a compressione graduata (misurate con la sigla KKL e di prima, seconda o terza KKL) si acquistano in negozi specilizzati di sanitaria ed ortopedia ove si possono comprare su prescrizione medica. La loro funzione è quella di creare una compressione dall’esterno uguale e contraria al peso della colonna di sangue che devono sostenere e rimandare al cuore. La loro funzione è quella di accelerare il flusso, ridurre il rischio di complicanza trombotica e la formazione di ulcere, alleviare il gonfiore ed i sintomi.
Farmaci
In alcuni casi, possono essere prescritti farmaci per migliorare il tono delle vene e ridurre il gonfiore. Questi includono:
- Flebotonici: farmaci che migliorano il tono venoso, riducendo l’infiammazione delle pareti e migliorando il microcircolo.
- Eparinica o eparinici: farmaci che riducono la capacità di coagulazione del sangue aiutando a sciogliere i coaguli ed i trombi.
- Antinfiammatori: per alleviare il dolore e il gonfiore.
Procedure medico-chirurgiche
Quando i cambiamenti nello stile di vita, i flebotonici e le calze compressive non sono sufficienti, si può ricorrere a interventi minimamente invasivi o chirurgici, tra cui:
- Scleroterapia: consiste nella iniezione di una soluzione direttamente nel sistema venoso per causare un’irritazione della parete del vaso che porta alla sua chiusura. La scleroterapia permette di trattare sia piccoli vasi solo “estetici” come con tecniche come la scleromousse (schiuma o foam degli anglosassoni) ad opportune concentrazioni permette di trattare anche varici di calibro maggiore ed in casi selezionati anche le recidive di pregressi stripping o perforanti. In questi ultimi casi il trattamento può anche essere eco guidato (eco endo sclerosi venosa).
- Fotocoagulazione laser: utilizzo di laser endovenoso (ELVeS) in anestesia locale è una procedura chirurgica mini invasiva che permette di chiudere le safene insufficienti, praticando una cura emodinamica dei vasi e quindi una safenectomia non chirurgica. Il trattamento in day hospital richiede solo poche ore di osservazione post operatoria permettendo al paziente il rientro al domicilio in tutta sicurezza ed assenza di dolore.
- Ablazione endovenosa: praticata con sistemi a radiofrequenza (RF) permette attraverso l’inserimento in vena di un catetere che in prunta ha un dispositivo a radiofrequenza che scalda la temperatura della vena dall’interno causandone la chiusura.
- Stripping venoso: lo stripping della safena, con incisione chirurgica, legatura di vena femorale, rischio di ematomi lungo il canale ormai non è praticamente più un opzione pressoché abbandonato dalle più moderne e mini invasive pratiche di ablazione.
- Microchirurgia per vene varicose: o flebectomie di Muller sono piccole incisioni per rimuovere le vene varicose a partenza dai tronchi safenici. Possono anche non necessitare di punti di sutura. Sono spesso associati alla safenecotmia con laser o radiofrequenza.
Prevenzione
La prevenzione dell’insufficienza venosa si basa su uno stile di vita sano e su abitudini che favoriscano una buona circolazione, come:
- Mantenere un peso corporeo sano
- Fare regolare attività fisica
- Indossare calze a compressione se consigliate
- Sollevare le gambe per migliorare il ritorno venoso
Un controllo periodico con un angiologo o un chirurgo vascolare può prevenire l’aggravarsi della condizione e mantenere una buona salute venosa.
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